QUESTIONE ENPAF

IL DIPENDENTE ISCRITTO ALLA CASSA? ANACRONISTICO.

Ecco alcuni esempi che ci dimostrano come l'obbligo di iscrizione alla cassa di categoria per un professionista,
con lavoro dipendente, sia un fatto anacronistico per le stesse casse della legge 509/94. Si ricorda che tale obbligo è inesistente per le casse istituite con la legge 103/96 in quanto non è prevista l'iscrizione d'ufficio alla cassa per tutti gli iscritti all'albo.


  • INGEGNERI

....."INARCASSA nasce nel 1961 come previdenza degli ingegneri e architetti liberi professionisti e, contestualmente, come previdenza complementare per i dipendenti. Per i primi vi è contributo fisso e pensione fissa; per i dipendenti il contributo è ridotto alla metà e la pensione è equivalente a rendita.
Nel 1971, a causa dell'insostenibilità della previdenza, INARCASSA - allora chiamata CNPAIA - viene esclusivamente dedicata a liberi professionisti. I dipendenti che esercitavano anche attività libero-professionale non hanno mai contribuito sul proprio reddito fino all'entrata in vigore della legge del 1995."....omissis 

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  • VETERINARI

..."L'ENPAV e' stato istituito nel 1958 e nel tempo riordinato con le leggi del 18 agosto 1962, n°1357 e del 12 aprile 1991  legge   n° 136. In passato la sola iscrizione all'albo comportava l'iscrizione all'Enpav.
Con la riforma dell'ente n°136 del 1991, veniva prevista l'iscrizione obbligatoria per l'ENPAV per tutti i veterinari liberi professionisti e l'iscrizione facoltativa per i veterinari che esercitano esclusivamente attivita' di lavoro autonomo o dipendente per le quali siano iscritti ad altra forma di previdenza obbligatoria.".....

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maggiori info su normativa ENPAV per i veterinari dipendenti che vogliono cancellarsi dall'ente
al seguente  LINK



 



NO alla doppia contribuzione previdenziale per i f...

NO alla doppia contribuzione previdenziale per i farmacisti dipendenti.


TORINO  30-12-2025

I farmacisti dipendenti pagano già l'INPS dalla propria busta paga.

Purtroppo per norme anacronistiche sono costretti a pagare una seconda previdenza, quale l'Enpaf, che di fatto è la cassa di categoria dei farmacisti titolari e dei farmacisti liberi professionisti.

La doppia contribuzione previdenziale INPS-cassa di categoria  la si ritrova tra le professioni sanitarie solo tra i medici dipendenti ed i farmacisti dipendenti.

Non si tratta di previdenza complementare, né ne possiede i vantaggi. Nel caso dei farmacisti dipendenti si tratta di un obbligo contributivo senza neanche garanzie di un ritorno previdenziale, in quanto i requisiti richiesti dall'ente per avere una pensione da esso sono molto stringenti.

L'ente ha introdotto dal 2004 il pagamento del contributo di solidarietà al posto della quota previdenziale, ma solo per i nuovi iscritti all'albo da quell'anno. Si tratta di una contribuzione a fondo perduto a favore dell'ente, e di un ulteriore onere per i farmacisti dipendenti, che si va a sommare al costo della tassa ordine. Tra tassa ordine e contributo di solidarietà il farmacista iscritto all'albo spende circa 400 euro all'anno solo per poter lavorare. I dipendenti più anziani ( iscritti pe rla prima volta all'albo prima del 2004) spendono circa 1000 euro annualmente sempre di tasca propria (come somma della quota Enpaf e tassa ordine). I farmacisti dipendenti e disoccupati iscritti all'albo, o gli iscritti all'albo che esercitano altra professione, e che in ogni caso non possiedono i requisiti del regolamento per la riduzione Enpaf, devono pagare circa 2.900 euro o 5.500 euro all'anno, se mantengono l'iscrizione all'Albo dei Farmacisti.

Queste norme paradossali sono concausa della fuga dalla professione della nostra categoria. La soluzione al problema può risiedere unicamente nell'abolizione dell'obbligo Enpaf. Soluzioni marginali sul regolamento non possono arrecare alcun beneficio per il futuro occupazionale dei farmacisti dipendenti. Serve una modifica di legge. A tal proposito si ricorda che esiste oggi una PDL per abolire tale obbligo per i farmacisti dipendenti e disoccupati depositata in Commissione Lavoro alla Camera e in attesa di essere discussa. Si tratta della PDL 595 Gribaudo -Sarracino. Si riattivi l'iter di questa PDL  per un aiuto concreto alla categoria dei farmacisti dipendenti e per il futuro della professione.

 

AFNT-TO

 

 


18-05-24. RIEPILOGO CRITICITA' ENPAF IN 5 PUNTI.

18-05-24. RIEPILOGO CRITICITA' ENPAF IN 5 PUNTI.


 

1)ANOMALIA DELLA DOPPIA CONTRIBUZIONE PER I FARMACISTI DIPENDENTI.

Si contesta la doppia contribuzione obbligatoria applicata ai farmacisti dipendenti come anomalia previdenziale sotto il profilo normativo.

Vediamo il perché. L'obbligo previdenziale alla cassa di categoria in aggiunta a quello verso l'INPS, applicato ai farmacisti dipendenti (ma anche ai medici dipendenti) sembrerebbe imposto dall'art 21 del D.Lgs.C.P.S. 13 settembre 1946, n. 233 a tutte le professioni sanitarie a cui fa riferimento il decreto, ma di fatto non trova riscontro nelle altre rimanenti professioni sanitarie che sono quelle dei veterinari, dei biologi, dei fisici, dei chimici, delle professioni infermieristiche, della professione di ostetrica e dei tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione. Infatti questi professionisti con lavoro subordinato pagano solo l'Inps ma non la cassa di categoria. “Art. 21.

Gli iscritti agli albi sono tenuti anche all'iscrizione ed al pagamento dei relativi contributi all'Ente nazionale di previdenza ed assistenza istituito e da istituirsi per ciascuna categoria.”....omissis

Si ricorda che le casse privatizzate in linea di principio sono di pertinenza dei “liberi professionisti” iscritti ad un albo professionale. Invece un farmacista dipendente iscritto all'albo prima del 2004, tra tassa ordine e quota Enpaf, spende circa 1000 euro all'anno di tasca propria per poter lavorare (*quando va bene...), oltre ovviamente a pagare l'Inps dalla busta paga.

2)CRITICITA' DELLA QUOTA ENPAF FISSA E INTERA APPLICATA A BORSISTI E P.IVA CON BASSI REDDITI. Pagano 5.316 euro all'anno!

Il sistema a quota fissa dell'ente è una vera rarità, avendo oramai tutte le casse il sistema di pagamento per gli iscritti attraverso le aliquote contributive, cioè in proporzione al reddito. Il risultato di questo regolamento fa sì che il borsista o il libero professionista a basso reddito iscritto all'albo dei farmacisti e d'ufficio all'Enpaf, paghi di quota Enpaf 5316 euro all'anno, alla stessa stregua di un titolare di farmacia che possiede 4 farmacie. Deve pagare la stessa cifra il farmacista dipendente o disoccupato che presenta la domanda di riduzione in ritardo.

3)LA QUOTA AL 50%, cioè 2680 euro all'anno è quanto deve pagare ad Enpaf il laureato in farmacia che non si cancella dall'albo ma svolge altra professione ( non nell'elenco delle attività professionali del farmacista) e magari vuole partecipare ai concorsi. L'accesso ai concorsi diventa costoso.

4)LA QUOTA AL 50%, cioé 2680 euro all'anno viene APPLICATA AI DISOCCUPATI CON 5 ANNI DI ISCRIZIONE E DISOCCUPAZIONE, ANCHE FRAZIONATA NEL TEMPO!

La norma oltre ad essere evidentemente iniqua ha una sorta di carattere “ punitivo” che spinge ovviamente alla cancellazione. Anche in questo caso l'accesso ai concorsi diventa costoso.

5)CONTRIBUZIONE A FONDO PERDUTO. La contribuzione Enpaf pagata dal farmacista dipendente non garantisce sempre un ritorno previdenziale. I motivi sono diversi. Il primo caso è quello del contributo di solidarietà che possono pagare i farmacisti dipendenti in possesso dei requisiti chiesti dall'ente e con prima iscrizione all'albo successiva al 2004 (si ricorda che senza quei requisiti di lavoro/ disoccupazione entro limiti temporali fissati dall'ente, pagano molto di più).

Questi versano già ad Enpaf un contributo per l'assistenza, e tale contributo di solidarietà è più simile ad una vera tassa per esercitare la professione del farmacista, applicata dall'ente ai più fragili.

Inoltre è paradossale che i più giovani debbano pagare di tasca propria un contributo di solidarietà ad un ente previdenziale accessorio, quale l'Enpaf, che ha approvato il bilancio d'esercizio relativo al 2023 con un utile di esercizio superiore ai 200 milioni di euro!

E' risaputo che oggigiorno i giovani sono i più penalizzati a livello previdenziale per una questione demografica e di poco virtuosa gestione della previdenza del passato. Non un euro dovrebbe essere versato a vuoto, ma utilizzato piuttosto per una vera previdenza complementare e libera. Il problema della contribuzione a fondo perduto riguarda anche i contributi silenti dei farmacisti dipendenti che non raggiungono 30 anni di contributi Enpaf, 20 di esercizio di attività professionale del farmacista e che non riescono neanche ad ottenere un recupero attraverso il cumulo contributivo.

➡️PER TUTTI QUESTI MOTIVI CHIEDIAMO L'ABOLIZIONE DEL PAGAMENTO OBBLIGATORIO DELLA QUOTA ENPAF PER I FARMACISTI DIPENDENTI E DISOCCUPATI.

 

(*quando va bene.....) = col REQUISITO DI LAVORO dipendente come attività professionale del farmacista che rispetti anche i REQUISITI TEMPORALII CHIESTI DA ENPAF, cioè minimo sei mesi e un giorno in un anno intero, o la metà più un giorno del periodo di iscrizione all'albo se questo periodo di iscrizione all'albo è inferiore ad un anno.

13-02-2023. Aggiornamento luglio 2023- PDL contro ...

13-02-2023. Aggiornamento luglio 2023- PDL contro l'obbligo Enpaf per i farmacisti dipendenti: è stata assegnata alla Commissione Lavoro della Camera

Nel 2021, grazie alla collaborazione col Comitato No Enpaf ha visto la luce la PROPOSTA DI LEGGE n.3076 d’iniziativa della deputata GRIBAUDO Disposizioni concernenti il regime previdenziale dei farmacisti che in sostanze chiedeva l'abolizione della contribuzione Enpaf per i farmacisti dipendenti e disoccupati. Caduta quella legislatura è stata ripresentata alla Camera il 17 novembre 2022, nella attuale legislatura, la 19°, la stessa PDL ma con numerazione ovviamente diversa, adesso è la 595 e porta la firma oltreché della Gribaudo anche quella del deputato Sarracino. Questa nuova PDL il 13 febbraio 2023 è stata assegnata alla Commissione Lavoro della Camera ed è attualmente in attesa di essere discussa.
Torino 18-11-22 PRESENTATA ANCHE IN QUESTA LEGISLA...

Torino 18-11-22 PRESENTATA ANCHE IN QUESTA LEGISLATURA LA PDL GRIBUAUDO CONTRO L'OBBLIGO ENPAF PER I FARMACISTI DIPENDENTI E DISOCCUPATI

Cari colleghi,

la PDL  Gribaudo contro l'obbligo Enpaf rivive di nuovo in questa legislatura.
Ora è la num.595 mentre nella precedente legislatura era la 3076. E' stata ripresentata sostanzialmente invariata.
La PDL nasce con la collaborazione del  Comitato NO ENPAF che vede al suo interno sia sostenitori di AFNT-TO, sia componenti del suo direttivo quale la sottoscritta. 
La richiesta che parte dalla base della categoria è di buon senso, e per questo è auspicabile un interessamento  alla questione anche da parte della dirigenza della categoria e da quella parte della politica che è rimasta al momento silente.
Fin dalla sua nascita AFNT-TO ha promosso la politica dei piccoli passi, nel dialogo con le componenti della categoria, nella creazione di un servizio di consulenza del lavoro dedicata ai suoi iscritti. Tanto resta da fare e da cambiare, ma il percorso di 
AFNT-To deve proseguire e necessita delle vostre iscrizioni. Solo insieme possiamo fare ascoltare la nostra voce.

Patrizia Mallevadore
Pres. AFNT-TO


PROPOSTA DI LEGGE 3076 CONTRO L'OBBLIGO ENPAF PER ...

PROPOSTA DI LEGGE 3076 CONTRO L'OBBLIGO ENPAF PER I FARMACISTI DIPENDENTI E DISOCUUPATI

TORINO 26-07-21.

Il 21 luglio 2021 si è tenuta a Roma, presso la sala stampa della Camera dei Deputati una conferenza stampa per la presentazione della Proposta di legge n. 3076, di iniziativa della deputata Chiara Gribaudo, sul tema riguardante l’obbligatorietà di iscrizione all’Ente nazionale previdenza e assistenza farmacisti (Enpaf) per i farmacisti dipendenti e disoccupati. Hanno presenziato tre componenti del Comitato NO ENPAF. Tra queste la rieletta presidente di AFNT-TO la  dott.ssa Patrizia Mallevadore, tra le fondatrici del Comitato.
Il pdl è consultabile al seguente link


 


ANCHE AFNT-TO ALLA MANIFESTAZIONE NO ENPAF DELL'8-...

ANCHE AFNT-TO ALLA MANIFESTAZIONE NO ENPAF DELL'8-10-20 IN PIAZZA MONTECITORIO A ROMA.

Un gruppo di iscritti ad AFNT-TO ha partecipato al presidio di Roma in piazza Montecitorio per chiedere l'abolizione del doppio obbligo contributivo per i farmacisti dipendenti.

STORICO DELLE PROPOSTE DI LEGGE CONTRO L'IMPOSIZIONE ENPAF PER I FARMACISTI DIPENDENTI


Un riepilogo di alcune PDL delle precedenti legislature, ed attuale, contro l'obbligatorieta' dell'Enpaf per i farmacisti dipendenti gia' assoggettati a forma previdenziale di primo pilastro.
Potrete notare che numerosi esponenti delle  principali forze politiche  sono stati costantemente favorevoli all'abolizione dell'obbligo Enpaf per i farmacisti dipendenti, in quanto promotori  di proposte di legge  contro tale obbligo, che nonostante le motivazioni di buon senso  non sono mai state approvate.

2022 (19 legislatura)  PROPOSTA DI LEGGE 595 d’iniziativa della deputata GRIBAUDO e SARRACINO

2021 (18° legislatura) PROPOSTA DI LEGGE n° 3076 d’iniziativa della deputata GRIBAUDO


2014 (17°legislatura) Proposta di legge   n°2565 d'iniziativa dei deputati Di Stefano e Gallo 

2009 ( 16° legislatura ) Proposta di legge  n°1628,
d'iniziativa dei  senatori Astore, Belisario, Giambrone e Bugnano

2006 (15° legislatura)  Proposta di legge n°62
d'iniziativa del deputato  Volontè

2004 ( 14° legislatura)  Proposta di legge  n°5460
d'iniziativa del deputato Moroni

 

1998 (13° legislatura) PROPOSTA DI LEGGE n°4921 d’iniziativa del deputato CONTI



1996 (13° legislatura)  Proposta di legge n°1997
d'iniziativa del deputato Mangiacavallo